L’anemia sideropenica è la forma di anemia più frequente ed è causata da una carenza di ferro disponibile per la produzione di emoglobina. Il risultato è una ridotta capacità di trasporto dell’ossigeno ai tessuti, con affaticamento, debolezza e calo della performance fisica e cognitiva. È una condizione molto comune in età fertile, durante la gravidanza, in caso di perdite ematiche croniche o di apporto alimentare insufficiente.

Come si manifesta

La sintomatologia può iniziare in modo graduale e diventare evidente solo con livelli di ferritina molto bassi. I sintomi più tipici sono stanchezza persistente, ridotta tolleranza allo sforzo, pallore, unghie fragili, capelli che si assottigliano e sensazioni di freddo. In alcuni casi possono comparire tachicardia, dispnea sotto sforzo e difficoltà di concentrazione. Nei quadri più marcati, l’anemia può influenzare anche l’umore e la qualità del sonno.

Da cosa dipende

La carenza di ferro può derivare da un ridotto apporto alimentare, un aumentato fabbisogno o una perdita ematica cronica. Le cause più comuni includono dieta povera di alimenti ricchi di ferro, mestruazioni abbondanti, gravidanza, donazioni frequenti di sangue, sanguinamento gastrointestinale e alcune condizioni infiammatorie dell’intestino che riducono l’assorbimento. In rari casi possono contribuire malattie croniche o interventi chirurgici dell’apparato digerente.

Diagnosi

La diagnosi è medica e si basa su emocromo, ferritina, sideremia, transferrina e indici di infiammazione. La ferritina bassa è l’indicatore centrale, ma deve essere interpretata nel contesto clinico perché può falsarsi in presenza di infezioni o infiammazione. Quando necessario, il medico può richiedere accertamenti per identificare la causa: test ormonali, valutazione ginecologica, gastroendoscopia o ricerca di sanguinamenti occulti.

Implicazioni nutrizionali

L’alimentazione è parte integrante del trattamento, insieme alla terapia prescritta quando necessaria. L’obiettivo è aumentare l’apporto di ferro alimentare, migliorare l’assorbimento e ridurre i fattori che lo ostacolano. Può essere utile combinare alimenti ricchi di ferro con una fonte di vitamina C per favorirne la biodisponibilità. Nei casi in cui l’appetito è ridotto o la fatica limita l’alimentazione, un piano nutrizionale strutturato aiuta a mantenere un adeguato introito di energia e micronutrienti.

Gestione e trattamento

Il trattamento dell’anemia sideropenica prevede la correzione della causa e la ricostituzione delle riserve di ferro. La terapia marziale orale è la prima scelta e deve essere gestita dal medico per dosaggio e durata. In casi particolari possono essere utilizzate formulazioni endovenose. La nutrizione supporta il percorso, soprattutto nelle fasi di reintegro e nelle persone che hanno difficoltà digestive o scarsa tolleranza ai supplementi. È importante monitorare nel tempo ferritina ed emocromo per evitare ricadute.

Quando rivolgersi al medico

È necessario rivolgersi al medico in presenza di stanchezza marcata, mancanza di fiato, sincope, tachicardia, debolezza persistente o ferritina molto bassa. Anche le perdite ematiche abbondanti, i sanguinamenti gastrointestinali o le anemia recidivanti richiedono valutazione medica per escludere patologie sottostanti.

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