Il brandy è un distillato ottenuto dalla fermentazione e successiva distillazione del vino o di altre materie prime fruttate. La sua produzione prevede un processo che concentra l’alcol e gli aromi: si parte da un vino base relativamente semplice, lo si distilla con alambicchi continui o discontinui e poi lo si affina in botti di legno per periodi variabili. L’invecchiamento conferisce colore ambrato, maggiore morbidezza e note aromatiche più complesse. A seconda dell’origine e del disciplinare può differire per grado alcolico, tecniche di distillazione, durata dell’affinamento e profilo sensoriale.

Valori nutrizionali del brandy

Il brandy ha un profilo nutrizionale dominato dall’alcol etilico, principale fonte calorica del prodotto. Non apporta quantità significative di macronutrienti o micronutrienti e il suo contenuto energetico varia quasi esclusivamente in base alla percentuale di alcol. Le tabelle che inserirò successivamente illustreranno i valori medi per 100 ml, utili per comprendere con precisione l’impatto calorico e metabolico associato al consumo di questa bevanda.

Macronutrienti

NutrienteValore per
100 g
Acqua (g)68.9 
Energia (kcal)230 
Energia (kJ)964 
Proteine (g)tr 
Lipidi (g)
Colesterolo (mg)
Carboidrati disponibili (g)tr 
Amido (g)
Zuccheri solubili (g)tr 
Alcool (g)32.9 
Fibra totale (g)

Minerali

NutrienteValore per
100 g
Sodio (mg)0
Potassio (mg)tr
Calcio (mg)1
Fosforo (mg)1
Ferro (mg)tr

Brandy e salute: cosa sapere

Il brandy è una bevanda ad alta gradazione alcolica e, come tutte le bevande contenenti etanolo, non presenta una “dose sicura” o una soglia minima priva di rischio. L’alcol etilico è una sostanza che può contribuire a diversi esiti negativi sulla salute, in particolare se consumato con regolarità o in quantità elevate. Le linee guida internazionali evidenziano che il rischio cresce con l’aumentare della dose e della frequenza di consumo, indipendentemente dal tipo di bevanda.

Per un uso più consapevole è utile tenere presente la porzione standard: per i distillati la porzione considerata equivalente è di circa 40 ml, che apporta circa 12 g di alcol puro. Non esiste una frequenza “consigliata” in senso positivo; semmai si può parlare di una frequenza da tenere al minimo: consumo occasionale, non quotidiano, e sempre contestualizzato rispetto a condizioni personali, assunzione di farmaci, guida e attività che richiedono vigilanza. Chi ha problematiche epatiche, cardiovascolari o metaboliche dovrebbe prestare particolare cautela o evitarlo del tutto.

Idee di ricette semplici con il brandy

Gamberi sfumati al brandy

Una preparazione rapida che sfrutta l’aroma intenso del distillato senza mantenerne l’alcol. I gamberi vengono scottati in padella con aglio e olio, poi sfumati con una piccola quantità di brandy che evapora in pochi istanti lasciando solo un profumo caldo e piacevolmente aromatico. Il piatto resta leggero e adatto come antipasto o secondo veloce.

Funghi trifolati al brandy

I funghi, saltati con aglio e prezzemolo, sviluppano note aromatiche più profonde quando vengono sfumati con un tocco di brandy a metà cottura. La bevanda amplifica il sapore naturale senza coprirlo e crea un contorno semplice ma elegante. È un modo immediato per rendere più interessante un piatto molto comune, senza richiedere passaggi complessi.

Crema al brandy per dolci

Una crema pasticcera tradizionale può essere arricchita con una minima quantità di brandy, che conferisce un profumo rotondo e una nota calda particolarmente adatta ai dolci di fine pasto. Il risultato è una crema più strutturata e aromatica, perfetta per farcire torte, accompagnare biscotti o completare dessert al cucchiaio. Basta poco distillato per ottenere un carattere deciso ma equilibrato.

Salsa al brandy per carni bianche

Il brandy può essere impiegato per creare una salsa veloce e versatile partendo dal fondo di cottura delle carni bianche. Una breve riduzione con brodo leggero e un cucchiaio di brandy sviluppa un sapore morbido e profumato, ideale per pollo o tacchino. La salsa lega bene senza appesantire e aggiunge un tocco aromatico che rende il piatto più completo e armonioso.

* Fonte dei dati: CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione

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