La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune cronica in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, compromettendone nel tempo la funzionalità. È la causa più frequente di ipotiroidismo nelle aree con adeguato apporto iodico e può manifestarsi in modo graduale, con sintomi spesso sfumati nelle fasi iniziali.

Come si manifesta

L’infiammazione tiroidea porta progressivamente a una riduzione della produzione degli ormoni tiroidei. I sintomi tipici derivano proprio dal rallentamento del metabolismo e possono includere stanchezza persistente, intolleranza al freddo, aumento di peso non spiegato, pelle secca, difficoltà di concentrazione, stipsi e alterazioni del ciclo mestruale.
Nelle fasi iniziali alcuni soggetti possono alternare periodi di normale funzionalità a fasi di lieve ipotiroidismo, rendendo la diagnosi meno immediata.

Da cosa dipende

La causa esatta non è completamente definita. Le evidenze indicano un’interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali come stress cronico, infezioni virali, carenze nutrizionali o eccessi di iodio.
Il meccanismo centrale è la risposta autoimmune con produzione di anticorpi diretti contro la tiroide, che nel tempo portano alla perdita funzionale dell’organo.

Diagnosi

La diagnosi è medica e si basa su esami ematici e indagini strumentali. La valutazione di TSH e ormoni tiroidei (FT3, FT4) consente di definire la funzionalità, mentre gli anticorpi anti-TPO e anti-tireoglobulina confermano l’origine autoimmune.
L’ecografia tiroidea aiuta a valutare struttura, volume e presenza di irregolarità tipiche dell’infiammazione cronica.

Implicazioni nutrizionali

Pur non esistendo una “dieta per la tiroide”, la nutrizione può influire su sintomi, energia, composizione corporea e gestione di carenze associate. È utile lavorare sull’equilibrio calorico, sulla qualità dell’alimentazione e sui nutrienti coinvolti nella funzione tiroidea, come iodio, selenio e ferro.
In presenza di ipotiroidismo non trattato si osserva spesso un rallentamento metabolico con aumento di peso, stipsi e maggiore ritenzione idrica. Un percorso nutrizionale aiuta a modulare questi effetti e a evitare restrizioni inutili, mantenendo stabilità energetica e benessere generale.

Gestione e trattamento

Il trattamento è farmacologico e prevede l’assunzione di levotiroxina secondo prescrizione specialistica. Il dosaggio va personalizzato e rivalutato nel tempo in base ai controlli ormonali.
La nutrizione ha un ruolo complementare: sostenere energia e metabolismo, prevenire aumenti di peso non desiderati, gestire eventuali sintomi gastrointestinali associati e supportare una buona aderenza terapeutica. In alcuni casi può essere utile monitorare l’apporto di iodio e selenio, sempre sotto indicazione del team clinico.

Quando rivolgersi al medico

È opportuno rivolgersi al medico in presenza di stanchezza persistente, aumento di peso inspiegato, intolleranza al freddo, alterazioni del ciclo, difficoltà di concentrazione o sintomi digestivi cronici.
Una valutazione precoce permette di impostare la terapia adeguata, ridurre la progressione dell’ipotiroidismo e migliorare la qualità di vita.

Hai bisogno di affiancamento nutrizionale per questa patologia?

SCOPRI I PERCORSI

Hai trovato informazioni utili? Condividile!