L’ipertiroidismo è una condizione in cui la tiroide produce un’eccessiva quantità di ormoni tiroidei, con un’accelerazione del metabolismo e un coinvolgimento di diversi organi e funzioni fisiologiche. La causa può variare, ma l’impatto clinico è significativo e richiede una gestione medica strutturata.
L’aumento degli ormoni tiroidei porta a una maggiore attività del sistema nervoso simpatico, incremento del dispendio energetico e alterazioni cardiovascolari, gastrointestinali e muscolari. La diagnosi precoce è fondamentale per evitare complicanze e ristabilire l’equilibrio ormonale.
Come si manifesta
Le manifestazioni sono spesso progressive e interessano piĂą sistemi. I sintomi piĂą caratteristici includono perdita di peso nonostante un appetito aumentato, tachicardia, tremori fini delle mani, intolleranza al caldo, ansia, irritabilitĂ e aumento della sudorazione. Alcune persone presentano disturbi del sonno, astenia e riduzione della massa muscolare.
A livello gastrointestinale possono comparire aumento della motilità intestinale e alvo più frequente. Nelle donne non è raro osservare alterazioni del ciclo mestruale.
Da cosa dipende
Le cause più frequenti sono la malattia di Basedow-Graves (che può associarsi a oftalmopatia), la presenza di noduli tiroidei autonomi e le tiroiditi subacute o indotte da farmaci. Anche un’assunzione eccessiva di iodio può contribuire in soggetti predisposti.
La componente autoimmune è spesso centrale: gli autoanticorpi diretti contro il recettore del TSH stimolano la tiroide a produrre più ormoni, mantenendo l’iperfunzione nel tempo.
Diagnosi
La diagnosi è medica e richiede esami ematici specifici. Il primo passo è la valutazione degli ormoni tiroidei (TSH, FT3, FT4). A questi possono aggiungersi gli anticorpi tiroidei, come TRAb e anti-TPO, utili per identificare l’origine autoimmune. L’ecografia tiroidea aiuta a definire la morfologia ghiandolare e a distinguere noduli, infiammazione o aumento diffuso del volume.
La scintigrafia tiroidea può essere indicata nei casi in cui sia necessario differenziare tra cause funzionali diverse.
Implicazioni nutrizionali
L’ipertiroidismo determina un aumento del metabolismo basale, con maggiori necessità energetiche e rischio di perdita di peso, massa muscolare e micronutrienti. La nutrizione non cura l’origine della condizione, ma può contribuire a ridurre gli squilibri indotti dall’iperfunzione tiroidea.
Può essere utile lavorare su un adeguato apporto calorico, proteico e di minerali come calcio e magnesio, considerando il rischio di ridotta densità ossea e aumentata motilità intestinale. La gestione dello iodio va valutata solo in presenza di indicazioni cliniche.
Gestione e trattamento
Il trattamento è esclusivamente medico. Le opzioni includono farmaci antitiroidei, terapia radioiodio e, in alcuni casi, intervento chirurgico. La scelta dipende dall’età , dalla gravità della condizione, dalla causa responsabile e dalla presenza di oftalmopatia tiroidea.
Sul piano nutrizionale è utile un supporto che aiuti a contrastare la perdita di peso, modulare l’introito proteico e adeguare i micronutrienti. Nelle fasi più attive si lavora spesso su porzioni più frequenti, maggiore densità calorica e attenzione all’idratazione.
Quando rivolgersi al medico
Le manifestazioni dell’ipertiroidismo, specie se accompagnate da perdita di peso rapida, tachicardia persistente, disturbi visivi o significativa debolezza muscolare, devono essere valutate da un medico. Una diagnosi tempestiva riduce il rischio di complicanze cardiovascolari, osteo-metaboliche e neurologiche e permette di pianificare un percorso terapeutico adatto alla causa individuata.