L’esofagite è un’infiammazione dell’esofago che può manifestarsi in forme e gravità diverse. Può derivare da irritazione acida, da cause immunologiche oppure da infezioni, e la sua gestione richiede sempre una valutazione accurata per definire il trattamento più adatto. Non si tratta solo di un disturbo fastidioso: se non identificata e trattata, può evolvere verso complicanze che peggiorano la qualità di vita e la capacità di alimentarsi.

Come si manifesta

Il sintomo più tipico è il bruciore retrosternale, spesso associato a dolore alla deglutizione e sensazione di acido che risale verso la gola. Alcune persone avvertono un dolore intermittente toracico non cardiaco, che può essere confuso con problematiche cardiache.
Nei casi più avanzati i sintomi possono includere difficoltà nella deglutizione, tosse cronica o peggioramento notturno, soprattutto dopo pasti abbondanti o in posizione supina.

Perché compare

Le forme più frequenti sono:

  • esofagite da reflusso gastroesofageo, dovuta alla risalita di contenuto gastrico acido
  • esofagite eosinofila, legata a un meccanismo immuno-allergico

Altre cause includono infezioni (soprattutto in persone immunocompromesse), farmaci che irritano la mucosa esofagea e, meno spesso, traumi legati al passaggio di alimenti o corpi estranei.

La predisposizione individuale gioca un ruolo importante, così come la presenza di condizioni correlate come reflusso faringolaringeo o Barrett.

Diagnosi

La diagnosi è sempre di competenza medica. Gli strumenti principali comprendono l’endoscopia con biopsia, utile per distinguere tra forme da reflusso, eosinofile e infettive, e la valutazione clinica dei sintomi.
In alcuni casi si affiancano test specifici come pH-impedenziometria o esami ematochimici quando si sospettano cause immunologiche.

Impatto nutrizionale

L’esofagite può interferire con la capacità di mangiare normalmente: dolore, bruciore e difficoltà di deglutizione possono ridurre l’introito alimentare e modificare le scelte nutrizionali in modo non sempre ottimale.
Un supporto nutrizionale aiuta a prevenire calo ponderale, irritazioni aggiuntive e peggioramento dei sintomi. L’obiettivo è mantenere una dieta adeguata e sicura in attesa della risoluzione clinica.

Gestione e trattamento

Il trattamento dipende dalla causa. Le forme da reflusso beneficiano di terapia farmacologica e modifiche dello stile di vita; le forme eosinofile necessitano di un approccio immuno-allergologico specifico.
L’alimentazione diventa un supporto mirato, con l’obiettivo di ridurre gli stimoli irritativi, facilitare la deglutizione e migliorare il comfort digestivo.

Quando rivolgersi al medico

Bruciore persistente, dolore alla deglutizione o sintomi che interferiscono con il normale regime alimentare richiedono una valutazione specialistica. È particolarmente importante consultare il medico se i sintomi sono notturni, se compaiono difficoltà nella deglutizione o se si sospettano complicanze come Barrett o infiammazioni recidivanti.

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