L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. A differenza di altre epatiti virali, non evolve in forma cronica e nella maggior parte dei casi guarisce completamente, ma può comunque compromettere significativamente il benessere e la capacità di alimentarsi nelle fasi più intense dei sintomi.
Come si manifesta
L’esordio può essere graduale, con stanchezza marcata, nausea, perdita dell’appetito e fastidio nella parte alta dell’addome. A questi possono aggiungersi urine scure, feci chiare e, in molti casi, ittero.
La febbre può essere presente nelle prime fasi, mentre l’astenia può durare diverse settimane anche dopo la risoluzione dell’episodio acuto.
Da cosa dipende
Il contagio avviene principalmente per via oro-fecale, spesso attraverso acqua o alimenti contaminati, o per contatto diretto con una persona infetta.
Una volta raggiunto il fegato, il virus scatena un’infiammazione che compromette temporaneamente la funzione epatica e la gestione dei nutrienti.
Diagnosi
La diagnosi è medica e si basa su esami del sangue: transaminasi elevate, bilirubina aumentata e ricerca degli anticorpi specifici anti-HAV IgM.
L’ecografia viene talvolta utilizzata per escludere altre condizioni del fegato, soprattutto se i sintomi sono atipici o prolungati.
Implicazioni nutrizionali
Durante la fase acuta l’alimentazione può diventare difficile: nausea, riduzione dell’appetito e disgusto per alcuni cibi sono comuni.
Un supporto nutrizionale è utile soprattutto per:
- mantenere un apporto energetico adeguato nonostante la ridotta tolleranza ai pasti
- evitare alimenti o abitudini che affaticano il fegato (alcol, abbuffate, pasti molto grassi)
L’obiettivo non è “curare” l’epatite con la dieta, ma facilitare il recupero e prevenire un calo ponderale eccessivo.
Gestione e trattamento
Non esiste una terapia antivirale specifica. Il trattamento è di supporto: idratazione, riposo e monitoraggio medico.
L’alimentazione può aiutare scegliendo pasti piccoli e frequenti, evitando grassi in eccesso e preferendo alimenti più facilmente digeribili nelle settimane in cui la nausea è intensa.
La guarigione completa è la norma, ma i tempi possono variare e la stanchezza può persistere anche dopo la scomparsa dell’ittero.
Quando rivolgersi al medico
È fondamentale consultare un medico se compaiono ittero, forte nausea, disidratazione, peggioramento del dolore addominale o impossibilità a mantenere una nutrizione adeguata.
Valutazione immediata è necessaria anche in caso di malattie epatiche preesistenti o sintomi che non migliorano nel giro di pochi giorni.