I calcoli biliari sono formazioni solide che si sviluppano all’interno della colecisti, spesso a partire da un’alterazione nella composizione della bile. Possono rimanere silenti per anni oppure causare episodi di dolore ricorrente, infiammazione o ostruzione delle vie biliari. Non sempre richiedono un intervento immediato, ma vanno inquadrati con precisione perché possono evolvere verso quadri più complessi.

Come si manifestano

Il sintomo tipico è il dolore colico localizzato nella parte alta destra dell’addome, talvolta irradiato alla schiena o alla spalla. Può insorgere dopo pasti abbondanti o ricchi di grassi, accompagnandosi a nausea, vomito e digestione difficile. Alcune persone non avvertono alcun sintomo fino alla comparsa di un episodio acuto. In caso di ostruzione delle vie biliari possono comparire febbre, ittero o marcato peggioramento del dolore.

Da cosa dipendono

I fattori che favoriscono la formazione dei calcoli sono diversi: composizione anomala della bile, ridotta motilità della colecisti, sovrappeso, predisposizione genetica, variazioni ormonali e rapida perdita di peso. Le alterazioni metaboliche, come insulino-resistenza e ipertrigliceridemia, possono contribuire a un ambiente biliare più “lito­geno”, cioè favorevole alla precipitazione dei componenti della bile. Anche alcune patologie gastrointestinali possono influire sulla funzione biliare.

Diagnosi

La diagnosi si basa su ecografia addominale, che permette di evidenziare calcoli, ispessimenti della parete o segni di infiammazione. Esami del sangue possono indicare eventuali alterazioni della funzionalità epatica o delle vie biliari. Nei casi dubbi si possono utilizzare ulteriori approfondimenti, come la risonanza magnetica delle vie biliari.

Implicazioni nutrizionali

L’alimentazione non scioglie i calcoli, ma può avere un ruolo importante nella gestione dei sintomi, nella prevenzione degli episodi dolorosi e nel sostegno post-intervento. Una dieta troppo ricca di grassi saturi o pasti molto abbondanti aumentano il rischio di coliche, mentre una distribuzione equilibrata dei pasti, una quota adeguata di fibre e un peso corporeo stabile riducono il carico sulla colecisti. La nutrizione è centrale anche quando coesistono condizioni come steatosi epatica, sovrappeso o alterazioni del metabolismo dei lipidi.

Gestione e trattamento

Il trattamento dipende dalla presenza o meno di sintomi. Se i calcoli sono silenti, può essere sufficiente un monitoraggio clinico. In caso di coliche ricorrenti o complicanze viene valutata la colecistectomia. Dopo l’intervento, la nutrizione aiuta a riprendere una normale digestione dei grassi e a prevenire disturbi come diarrea o digestione difficoltosa. Nei casi selezionati possono essere utilizzate terapie farmacologiche specifiche.

Quando rivolgersi al medico

Un dolore addominale persistente o ricorrente nel quadrante superiore destro, soprattutto se associato a febbre o ittero, richiede una valutazione medica. La diagnosi precoce permette di evitare complicanze come colecistite, pancreatite o ostruzioni delle vie biliari.

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